Tag ‘universita’

15 minuti

Martedì, Settembre 29th, 2009

La batteria si scarica in fretta. Oppure io sono troppo lento, c’è una relazione. Tra quindici minuti il mio portatile morirà, ma è meglio di Gesù, quindi resuscita; basta trovare una presa e il sesso elettrico lo rimetterà in sesto per questa giornata vuota. L’altro giorno, passeggiando, ho pensato che il miglior regalo di dio è stato l’elettricità: lo immaginate un concerto dei DEVO altrimenti? Io no. Chiederò a E., che non mi conosce, se mi da uno spigolo di tavolo e una presa elettrica.

Il saluto meccanico non mi convince. Ho già incontrato per tre volte un compagno di corso e ciao, ciao, ciao: non è che se ci vediamo venti volte dobbiamo salutarci sempre! Stiamo diventando automatici e l’università non aiuta, ingegneria ci ostacola; finita la batteria mi sentirò morto anch’io: è una conseguenza. «Ciao.»

Scrivo di fretta e faccio errori. Le mie parole stamattina sono pigre: mi sono svegliato alle sei, alzato alle sei e venti dal letto, per andare a lezione. Se me la tiro troppo la prof viene assegnata ad un altro corso: funziona così quando mi faccio troppo desiderare. F. e G. erano a conoscenza del probabile epilogo ma hanno preferito assecondare il mio innamoramento accademico…

(Fine. Pubblico per capriccio questo post.)

La moquette sul soffitto attutisce i passi svelti dei pensieri

Martedì, Giugno 23rd, 2009

Non commento. Facebook s’incaz*a se tento di scrivere qualcosa; ogni parola appesa un articolo, a una foto, a qualunque altra “libera” espressione virtuale rimane lì, immobile e non pubblicata. Non posso dire d’averci fatto il callo perché sarebbe anch’esso virtuale, cioè una chimera. Il messaggio di risposta proposto dal sito è lo stesso di una settimana fa: “You are blocked from making wall posts due to continued overuse of this feature”. Attendo.

L’estate è immaginaria – c’è qualcosa di vero stamattina? – e soffia un’aria fredda da destra a sinistra, poi torna indietro, da sinistra a destra: nessuno sembra essere a proprio agio con le maniche corte. Il corridoio verde, che ha almeno altri tre nomi, lo chiamavamo «corridoio magico» con il Red quando uscivamo dal bar, dopo un caffè, e lo percorrevamo lenti e sbadati con camminate diverse dalle sfilate delle ragazze di Edile e Architettura; oggi a quota 155 è freddo: strano. Non importa: se tutto dev’essere falso lo è anche la temperatura. Fuori il cielo è fotograficamente interessante, ho appena visto, ma non scatto nessuna foto: vi interessa il porto di Ancona?

Erano le 8.02 quando ho occupato questo tavolo. A quell’ora accanto ce n’era un altro vuoto. Prendo spesso questo posto perché adoro osservare le persone da vicino e chiedermi domande su coloro che occupano il tavolo di fianco e finché nessuno si siede immagino chi può mettersi lì con l’avidità innocente del bambino che sta per scartare un regalo nel giorno del suo compleanno. So che è un’esca: questi sono posti ambiti. La rete wireless viene attivata alle nove e fino a quel momento mi occupo di altro.

Eclipse va. Ho “aggiustato” il codice del plugin, provato il programma d’esempio, commentato qualche riga perché sennò non ci capisco più niente; l’acronimo CHS sta ad indicare l’insieme di coordinate per raggiungere un blocco del disco e qualche contraddizione tra i costruttori della classe l’ho risolta con impeto fascista! (Marco, ho modificato facendo in modo che il mio codice funzioni come nel main d’esempio.) Devo prendere un appuntamento per far vedere l’andazzo generale del progetto: forse giovedì quindi ho tempo.

Filippo è un disertore. Avevo l’impressione di essermi messo d’accordo con lui per vederci stamattina in facoltà ma: 1) ho capito male o 2) lui ha perso il treno oppure 3) la musa l’ha raggiunto a casa e sta facendo l’artista. Stamattina si sarebbe lavorato alla tesina per un altro esame, uno di quelli che mi mancano perché io ho il lusso dell’imbarazzo della scelta. Filippo ancora non c’è e stamattina sentivo d’aver preso il tavolo giusto: a sinistra c’è una ragazza biondina con un’amica, niente di ché; a destra ci sono due tipe, una è carina, ma ha il seno piccolo per essere una «tua» musa. Ogni tanto sfila una studentessa e in mano porta fogli più grandi di lei. L’aula alle mie spalle è piena di gente che sta studiando e chiacchierando: c’è anche l’amica della musa, la musa di Filippo, ma non ho visto lei.

Ora ho fame. Accanto si è iniziato a parlare di foto (paesaggi) e giardini botanici: io sto zitto perché non ne capisco niente. Mi sono alzato alle 5.20 e non mi pesa perché pure il sonno è un’invenzione della mente. Se esce qualcuno dalla porta di fianco e mi pianta un coltello nel fianco avrò novità da raccontare.

WiFi CESMI e GNU/Linux

Sabato, Maggio 23rd, 2009

Ingegneria 2009Le intenzioni di questo articolo sono spiegare in pochi passi come configurare la rete wireless offerta dal CeSMI (Centro Servizi Multimediali ed Informatici) per gli studenti dell’Università Politecnica delle Marche in ambinte GNU/Linux. Per tale scopo verranno utilizzati la distribuzione Debian GNU/Linux e l’applicativo wpa_supplicant necessario per l’autenticazione alla rete protetta con protocollo PEAP.

Il primo passo per avere una rete funzionante è effettuare il download del certificato da usare per l’autenticazione; tale file è disponibile dal sito del CeSMI nella sezione Rete wi-fi. Andare in una delle sezioni dedicate agli altri sistemi operativi e scaricare il certificato.

Poi occorre configurare wpa_supplicant. Il file di configurazione, su Debian, si trova nella directory /etc, come di consueto; il nome è wpa_supplicant.conf. Di seguito se ne trova un esempio da completare con le proprie credenziali d’accesso.

1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
ctrl_interface=/var/run/wpa_supplicant
ctrl_interface_group=0
update_config=1
 
network={
   ssid="cesmi-univpm"
   proto=WPA
   key_mgmt=WPA-EAP
   pairwise=TKIP
   eap=PEAP
   identity="username usato nel sito univpm.it”
   password=”password usata nel sito univpm.it”
   ca_cert=”path certificato/cisco-acs.univpm.intra_wifi-CA.crt”
   id_str=”"
}

Una volta configurato il programma la connessione alla rete si stabilisce lanciando wpa_supplicant da riga di comando con le credenziali dell’utente root.

alice:/home/gilberto# wpa_supplicant  -Dwext -i interfaccia -c /etc/wpa_supplicant.conf

L’ultimo passo, ad autenticazione effettuata e connessione con il router stabilita, è ottenere l’indirizzo IP tramite il comando dhclient. Infine si può impostare il proxy sul proprio browser: internet funziona!