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5:20 e non pesa

Martedì, Maggio 26th, 2009

ConeroStrano. Stamattina, martedì 26 maggio 2009, non ho sentito il peso della sveglia puntuale alle 5 e 20. È questo l’orario adeguato per prendere il treno delle sei e qualche minuto e transumare culo, cuore e sentimenti ad Ancona con scadenza giovedì o, al massimo, venerdì: non amo molto la città, non mi piace il faro che fa luce di spalle, ho caldo.

L’ora, per la prima volta, l’ho controllata alle quattro e qualcosa, forse quasi le cinque: fuori era giorno e non si sanno mai gli scherzi delle sveglie! C’era una quiete piacevole e dalla finestra dove ieri tre stelle facevano l’occhiolino – una più brillante – si mostrava un azzurro pallido tendente al bianco per approssimazione onirica. Pace, l’aggettivo adatto. Pure la temperatura sembrava indulgente e il sole già spuntato attendeva d’incendiare un’altra giornata di maggio: una brezza fresca entrava nella stanza, poi usciva da uno spiraglio nella porta socchiusa per andare verso la cucina. Mi sono riaddormentato.

L’abbaiare dei cani in coro la suoneria polifonica della sveglia sono stati i suoni che alle cinque e venti mi hanno dato il buongiorno. Mi sono alzato di fretta, seminudo: «Strano. Stamattina non mi pesa quest’ora,» ho detto. Se solo pensassi alla fatica dell’inverno passato… Era un trauma alzarsi, ma non è l’estate a fare quest’effetto ora. Ieri sera ho seguito il solito copione: computer, buonanotte, cucina, acqua, zapping TV, letto; continuo a dormire poco e spesso faccio l’una pensando che tanto quattro ore circa di sonno, una volta a settimana, possono bastarmi; il sonno tornerà solo alle 15 del pomeriggio o poco più in là. La verità, oggi, è che non stavo proprio bene a letto: l’idea martellante che sarebbe stata una giornata incendiaria mi aveva privato del desiderio del letto.

La colazione dura poco. Di solito affogo due, tre, quattro biscotti nel latte e lo finisco d’un sorso senza riprendere fiato: solo nei giorni di festa, in quelli di calma assoluti, affronto il pasto con calma e con gusto artistico; oggi no! Finisco di prepararmi ed esco. Dopo due minuti sono già in stazione, senza pesi, ma solo un poco annoiato.

3 febbraio

Martedì, Febbraio 3rd, 2009

On/Off3 febbraio: buongiorno. So solo essere immediato, anche coi saluti, ma – si sa – quanti pochi lettori frequentano queste mie pagine?, allora a che serve inventare un generico buongiorno se poi quei lettori, comunque, li contatterò in privato anche solo per dire «Va meglio»? Riconosco quindi che il mio articolo è solo un capriccio: voglio scrivere, tutto qua, e vedere chi c’è.

Mi sono alzato alle 6, come deciso ieri sera (notte – cioè stamattina) di comune accordo con la sveglia del telefono cellulare che ancora non riconosco, e mi sono messo a sbirciare qua e là su internet, senza meta: nessuno si caga più le mie foto, chi mi pensa?, chi sono io?, questo lo so. Mi sveglio presto per autolesionismo: è questa la conclusione. Potrei dormire un paio d’ore di più, ore comode, e invece sto ritto di buon ora come un soldatino prima del suo esordio fuori trincea. È un periodo? Passerà? Mi sto facendo del male? Non rispondo più…

Mi stanco già: vedete come son fatto male per scrivere? Io e i miei difetti, l’unica certezza è che sto benino – oddio, potrei anche dire «bene» – perché in fondo ci tengo a me anche se non mi piaccio completamente e sento affetto nuovo intorno: un po’ la cosa mette a disagio, ma per il viver sociale e per il benessere che sento è meglio abituarsi; quindi ci provo.

Non avevo molto da dire (bugia); questo è quanto.