Tag ‘racconto’

Non scrivo

Lunedì, Marzo 23rd, 2009

La mia pagina biancaNon scrivo e non cago il blog. Le due cose coincidono, cioè s’incontrano, insomma s’assomigliano: la verità è che desidero lasciare di tanto in tanto due o tre parole in questo spazio, ma ogni volta che entro inizio a pormi domande come «E la brutta copia?», «Così scorre bene il periodo?», «Quale parola, qui, è più adatta?» Non scrivo – ripeto – e il motivo spesso è che rischierei di raccontare troppo di me, risultando banale o eccezionale, perché un blog in fondo è un diario e non mi sorprendo se lo uso per sfogarmi (pubblicamente).

In questi giorni ho preso sul serio lo studio: non che non l’avessi mai fatto, ma ci sono state occasioni in cui mi sono lasciato andare: ecco!, ora ci sono, tutto intero, a tratti arrabbiato, a tratti innamorato, impulsivo per approssimazione e quieto per pigrizia. Vivo: è il verbo giusto. Presto avrò impegni universitari, appuntamenti che non dovranno trovarmi impreparato: quindi ripasso i fogli di carta, correggo le formule copia/incollate con errori, sottolineo. Adoro la disciplina dei miei evidenziatori; quello arancione sta finendo, ma ne ho uno di riserva sulla tasca alta dello zaino.

Non scrivo, ma in realtà scarabocchio le pagine del mio timido moleskine. L’intenzione è di scrivere un libro e quando lo dico in giro la gente ci crede – io non inganno – e chiede: «Di cosa parla?» La risposta è secca: il libro è una raccolta di racconti, forse “immagini” che parlano di innamoramenti, di incontri e scontri tra personaggi stanchi o folli, di cadaveri accatastati sul letto e di sogni, quindi speranze. Il libro, alcuni sospettano il contrario, non sarà autobiografico perché a parlar di me si finisce presto e io… io voglio scrivere un po’ di più.

Il vuoto nell’idea

Venerdì, Settembre 19th, 2008

La mia pagina biancaVoglio lezioni di creatività e un bagaglio d’intuizioni da issare in spalla.

Dopo quasi un anno dal racconto Messaggio per streghe – nell’antologia Scrittori Sommersi, 25 racconti emersi – e le seguenti due o tre chiacchiere sulla mia immaginazione di un attimo e il modo di scrivere, faccio i conti con una sterilità impensabile e la capacità di scrivere ora mi accompagna solo marginalmente, in maniera incompleta: come dire?, si nega.

Avere un’idea ma possederla solo in parte: ecco il problema. È la trama di un racconto o di un romanzo breve che percorre il tema della solitudine attraverso un monologo di emozioni e speranze quanto più possibile distante da una verosibile autobiografia: l’intenzione non è parlare di me – che, tra l’altro, c’è poco da dire – ma fotografare uno stato d’animo.

Voglio scrivere, questo è chiaro, e proprio perché lo faccio per passione, non per mestiere, mi manca la bravura per risolvere il vuoto nell’idea: ho pensato la scena iniziale; ho quasi scritto il finale; solo un’assenza, la distanza tra questi due momenti nella trama. Eppure qualcosa c’è (e vuole esserci).