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Il mio divieto di parlare

Lunedì, Giugno 22nd, 2009

Coccolo il mio divieto di parlare giunto una settimana dopo gli otto giorni del precedente silenzio forzato: sembra che Facebook ci stia prendendo gusto con me. Eppure non sa neanche come reagisco, l’espressione del mio volto quando appare il messaggio che ora conosco; è lì, ogni volta che tento di commentare. «Stavolta per quanto tempo non mi farai parlare?»

Me lo sentivo. Domenica o sabato – non ricordo – mi sono reso conto che stavo scrivendo di fretta e troppo sul sito, ma non mi sono fermato. C’era un’accesa discussione in corso, un botta-e-risposta attraverso i commenti allo status di un mio contatto: riguardava l’ipocrisia dell’italiano medio, della “furbizia”, tanta quanto la stupidità. In quel discorso io ero dalla parte sbagliata ovvero CONTRO e poco importa specificare perché sto andando fuori tema. Basta sapere che avevo la consapevolezza del troppo scrivere e pensavo di essermi fermato in tempo: ma è dipeso da quello il mio blocco attuale su Facebook? Non lo so.

Non commento. Avevo intenzione di pubblicare un bel post sul blog, ma non avevo previsto l’argomento: ecco, invece, che mi si presenta un tema, forse ripetitivo, sicuramente riconosciuto; ho la bocca tappata e non saprete mai se sorrido o son triste.

Una settimana e il silenzio non ha più voce

Domenica, Giugno 14th, 2009

Gilberto Taccari's Facebook PageDomenica scorsa, 7 giugno 2009, finiva la mia “attività libera” su Facebook. Esattamente una settimana fa mi veniva tolta la possibilità di lasciare commenti ad ogni elemento pubblicato nelle bacheche dei contatti e nella mia: il malfunzionamento era prima educatamente taciuto con un messaggio “Please try again later”; ora, invece, appare una cornice con dentro le spiegazioni del blocco che io, buongustaio, lascio in inglese per far sì che non si perda nessun minimo significato nella traduzione verso l’italiano.

Gilberto Taccari è diventato un account a “senso unico”: posso solo pubblicare i contenuti, ma sono privato dei commenti per interagire coi miei contatti; funzionano la chat e la messaggistica interna del sito, ma per quanto tempo ancora non lo so. Il motivo del blocco è spiegato con un presunto abuso delle funzionalità di FB – in questo caso quella di poter commentare i post – anche se io non mi sono accorto e non sono stato avvertito di una soglia di uso massimo del servizio. Domenica, poi, cosa ho fatto di illecito? Ricordo che ho scritto molti commenti, questo sì: era nella segnalazione di un gruppo del tipo “Italiani si nasce, non si diventa”, la foto allegata mostrava un politico italiano di nome Benito Mussolini; avevo commentato l’adesione di un mio contatto e subito, a molla, mi si erano gettati contro gli amanti della patria e i nostalgici della cara e amichevole dittatura fascista. In realtà sono stato molto educato, ma loro mi hanno fatto capire che sono uno sputo, un italiano nato sbagliato: pazienza, dio o il duce erano distratti, ahimé! Dovevo star zitto.

Ora eccomi qua e scrivo poco. Il mio silenzio non ha più voce e l’etichetta Like con il pollice alzato funziona meno di un codice Morse quindi tanto vale starsene lì buoni e attendere che “blocks can last anywhere from a few hours to a few day.” Sono incastrato da un sistema informatico e mi chiedo pure se è salubre cambiare ancora status, pubblicare foto e fare queste-cose-qua; FB aggiunge “Unfortunately, we cannot lift the block for you.” Qualche giorno fa ho sistemato la pagina fan creata qualche tempo fa da Tania (che non mi caga più) per una scommessa e ho invitato nella maniera meno invasiva possibile i miei contatti a iscriversi lì in modo da mantenersi in contatto con me quando deciderò di cancellare l’account e tentarne uno nuovo per rimuovere il blocco da me. Stasera non scrivo in bacheca.

Feed degli stati su Facebook

Mercoledì, Gennaio 14th, 2009

Comunicare il proprio stato, su Facebook, è una delle caratteristiche più utilizzate: eserciti di adolescenti cresciuti o nostalgici bambini – anche l’autore di questo blog – spesso abusano di tale possibilità offerta dal sito di social network.

Quello che forse non tutti sanno è che tali stati possono essere recuperati sotto forma di documento RSS 2.0 ed essere visualizzati da qualunque feed reader. Il link al documento, però, con il “recente” restyling dell’interfaccia di Facebook è scomparso o comunque diventato più difficile da raggiungere; copio di seguito il link alla pagina che permette il salvataggio del feed RSS trovato dopo una mezz’ora di ricerche sul web.

Pagina Facebook ! Attività recenti (da accedere dopo aver fatto il login).
http://www.new.facebook.com/minifeed.php?filter=11

Per avere informazioni su come ho pubblicato tali stati sul mio blog Wordpress, consiglio di leggere la pagina riguardante il plugin RSS Stream (http://rick.jinlabs.com/code/rss-stream/).