Archivio per la categoria ‘Scrittura’

Sui bordi del tavolino

Martedì, Maggio 26th, 2009

Seguo con la coda dell’occhio
rotolare giù verso i bordi tappi
e precipitare dal tavolino zoppo.
Su, un manipolo di bottiglie
allineate per errore in guerra
vivono una trincea bicolore
e attendo il mio turno, ebbro,
finché il quel riflesso nel vetro
non si dissolverà.
Sposto con la mano un sogno.
lo stolto avrebbe detto, scarso:
«Sei folle, ragazzo (vecchio).»
È un incubo e il baro perde:
precipito un bicchiere a terra,
ne sento l’urto, uno schiaffo,
stavolta incolore; l’ho fatto:
c’è un cadavere sul pavimento.
Rotolo sui bordi del tavolino:
è uno strano presentimento,
ma sono vivo (come non mai).
Mi guardo cadere/risuscitare
e tutto è uguale, ma vinco io…

Le passeggiate piccole

Sabato, Aprile 4th, 2009

PrimaverileLe passeggiate piccole sono finite tutte. Quelle brevi, piuttosto domestiche, prevedono un nomadismo con partenze e destinazioni ben fissate; camera-bagno, bagno-cucina, cucina-camera, camera-camera; al limite si giunge a quel camminare convulso tra la finestra e la porta, la signora che porta a pisciare il cane e la locandina di un film erotico-politico giapponese (in bianco e nero). Il giro dell’isolato e quello adiacente, però, è il tipico esempio di passeggiata piccola: è forse il dover salire e scendere le scale di casa a rendere completo l’atto, più vero.

È primavera e ce l’hanno detto i calendari sfogliati e spogliati: un marzo del caz*o fa la spia sui nostri peccati e ci illude con un giorno di sole e due d’inverno, come se le stagioni stessero giocando a poker e quando tocca all’inverno ci impiega sempre il doppio. «Pioggia o sereno la primavera è nel cuore di chi la desidera e l’accoglie» dice l’inquilino del secondo piano del palazzo di fronte mentre affacciato alla finestra si mette in linea col mirino della mia pistola fantasma con proiettili d’argento: posso sparare, se vuoi. Non servono più i romantici in questa crisi mondiale: bastano le sensazioni, più economiche, di un presente che si lascia sfiorire in passato, ignaro che febbraio stava bluffando.

Fuma le margherite del giardino. Riesco a vedere da qui quel ragazzo soft-punk che le raccoglie per rollare sigarette anarchiche, oniriche: l’effetto dei fiori, figli dei fiori, sta nel fumarsi petali conditi di smog e urina di gatti; sono finite le guerre per la pace, per incoerenza, perché è più saggio fare guerre per le guerre, senza contraddizioni. Se lancia la palla più di là il bambino col berretto rosso dovrà scavalcare il muro e correre su un campo minato d’ortaggi per finire lì in centro, dov’è la sfera dello stesso colore del cappello, presa a calci un attimo prima, lì dove come una X su una mappa il vecchio, vigile guardiano del suo regno, urlerà: «Che devi fare?»

I gatti per strada si vergognano di far l’amore e senza la conoscenza delle tecniche di seduzione si sfidano in timidezze prima che l’istinto animale abbia il sopravvento e concluda con una scopata l’intenzione di primavera che si respira nell’aria poco prima del tramonto. C’è un gatto nero che solitario si porta appresso la rabbia e la sfortuna, come un bagaglio subisce il peso del suo colore e la sua natura maledetta che l’ha reso un essere ostile e non un nobile felino. Alcuni passi attraversano la strada e una macchina che frena troppo tardi fa udire il rumore dei propri freni.

L’oroscopo parla sempre bene e se ne frega se fuori è caldo o freddo: il bollettino astologico racconta di nuove relazioni, lavori redditizi e buona salute. La prima allergia al polline scarabocchierà maledizioni alle stelle che secondo quella copertina erano in una posizione favorevole, ma sessualmente scomoda. Dio intanto guarda quanto siamo buffi, dio lo sa come si gioca a Risiko e non perde mai a Monopoli: usa un microscopio gigante per vedere dove sono io nella mia passeggiata piccola ora finita.

I sicari dei parrucchieri

Mercoledì, Marzo 4th, 2009

Eravamo sicari modello addestrati ad uccidere a colpi di fon i parrucchieri per signore calve. Portavamo con noi l’orgoglio perverso degli assassini e una cicatrice appena sotto il collo, un segno distintivo lasciatoci negli anni degli insegnamenti moderni. Avevamo una religione e non ricordavamo il nome di dio, né quello dei santi che chiamavamo ad ogni pettine spezzato – una bestemmia. Qualcuno ci stava dimenticando, come le immagini temporanee che si dissolvono dietro il fumo di sigarette senza filtro eravamo in grado di estinguerci. Fu una fiamma a portar via tutto.

Domenica?! Pazienza.

Domenica, Ottobre 26th, 2008

Gli spacciatori di pazienza, messi dentro dalla polizia speciale, avrebbero finito i loro giorni pulendo con lo spazzolino da denti la parete per la loro esecuzione che non sarebbe avvenuta mai. Li presero tutti in una notte di luna piena gigante che i lampioni erano rimasti spenti dalla vergogna e le lucciole, nascoste vicino ai cespugli più profumati, guardavano su a bocca aperta: erano in sciopero! Fu un’azione lampo programmata solo due ore prima con la mappa mondiale stesa sul tavolino, il fiasco di vino e le pedine del Risiko rubate al bambino del piano di sopra.

L’obiettivo era poco chiaro. Qualcuno sostenne che qualcun altro non tollerasse la pazienza di qualità superiore (di marca P++) che prepotente si era imposta in strada diminuendo le vendite di quella standard. In effetti c’era stato un cambiamento del mercato, una contrazione degli acquisti non motivata, ma all’inizio nessuno ci fece caso.

Dopo poche settimane, però, la situazione fu chiara: qualcuno offriva pazienza migliore che poteva rendere calme anche le persone geneticamente predisposte all’avversione. Si decise di agire: l’equilibrio sociale si sarebbe sbilanciato altrimenti verso il buon umore generale e sarebbe stato imperdonabile per i burattinai politici. Fu così che ritornò tutto come prima.

25 Racconti emersi anche per non vedenti

Mercoledì, Ottobre 15th, 2008

È disponibile da qualche giorno una versione dell’antologia Scrittori Sommersi. 25 Racconti emersi per i non vedenti dell’Unione Italiana Ciechi, grazie al servizio Libro Parlato della Nastroteca Fratelli Milani di Brescia.

Il file audio del libro può essere scaricato dal Catalogo on-line cercando “Scrittori Sommersi” nel campo Titolo oppure direttamente dal seguente link, download, previa registrazione sul sito.