Archivio per la categoria ‘Misc’

TID, alias Tecnologie per l’Informatica Distribuita

Venerdì, Gennaio 16th, 2009


TID, alias Tecnologie per l’Informatica Distribuita, originally uploaded by hummyhummy.

Fotografia sintesi della sera prima di un esame.

Pensiero 2255

Martedì, Gennaio 13th, 2009

ClaustrofobiaA volte penso le persone come pozzanghere e oceani. Nelle pozzanghere si vede a malapena un riflesso e l’asfalto sotto, un marciapiede mal ridotto e logorato: basta un’occhiata in superficie; si conosce la sua acqua. Gli oceani sono invece blu e profondi, raccolgono solo i luccichii del sole seminati al mattino, affogano i sassolini tuffati e portano in grembo tesori sommersi; sono luoghi da imparare.

Nasce così l’eterno duello tra pozzanghere e oceani.

Natale?

Giovedì, Dicembre 25th, 2008

Immagine d'inverno. Non solo natale24 dicembre. Domani – sarebbe più corretto dire tra qualche minuto – sarà l’ennesimo giorno di natale. «25 dicembre 2008» scrive il calendario consapevole del suo imminente destino mentre i cinque minuti di meteo prevedono «un’ondata di gelo» detto con lo stupore televisivo-veggente quando si annuncia il freddo d’inverno (che pare cosa insolita).

La chiesa profumerà d’incenso, l’odore delle feste; ricorderà la nascita di un povero cristo poi morto ammazzato, uccisi per pregiudizi lasciati in dote a un’umanità senza vergogna.

Alla cerimonia saranno presenti tutti, anche la mia prima donna, mia madre, che si è scelta me come gesù nato in un giorno diverso. La chiesa gremita sarà motivo di dispiacere, lo so, per il prete del quartiere – badate bene a non chiamarlo parrocchia – che nelle “domeniche comuni” non assiste mai a tale generosa affluenza di fedeli: la messa di natale è una vetrina imperdibile in cui si mescolano superstizione, ipocrisia e religione (per fortuna anche lei). Chi manca all’evento, per la collettività, non esiste: io, appunto, non sono. Ho scartato infatti da tempo l’idea di partecipare al culto perché, da buon osservatore, ci ho visto dentro tanta finzione che non riesco ad ignorare; il parroco, lo sa, continua a salutarmi allegro e dio, quando esiste, sa trovarmi anche se spengo il telefonino e non mi faccio vedere per il suo compleanno.

Gesubambino è il pretesto. Guardo la televisione e ho capito tutto: è natale e bisogna correre; andare di fretta per i regali, impiccare malamente babbinatale-pupazzi ai balconi, scegliere quale vestito indossare e cosa mangiare premeditando la dieta finite le feste. È questo: non pensate che i giorni che precedono il natale siano più belli della festa stessa?

Il 25 dicembre i negozi sono chiusi e non ci sono le buste coi regali, i nastrini colorati, le espressioni di coloro che escono con il regalo per qualcuno e sono soddisfatti dell’acquisto appena fatto. Mi piace spiare le vetrine bene addobbate e, dietro di esse, cercare le commesse indaffarate e i clienti indecisi: in me iniziano e terminano dei micro-sogni intervallati dai luccichii delle carte argentate piegate da mani gentili; alzo gli occhi, lei allunga il pacchetto e dà il resto con lo scontrino, sorride, mi piace.

Adoro quest’atmosfera di felicità forzata, una facciata comoda per non pensare a chi non sta bene e magari sentirà solo parlare del dilemma tra panettone o pandoro sulla tavola degli italiani o dei regali più gettonati messi in classifica nei servizi dei TG. Immune dalla moda dei doni vestiti di rosso proprio il 25 dicembre, io, del natale, subisco la gioia che si respira nell’aria come un profumo: sono giunto alla conclusione che conta poco la mia tristezza – l’affronto con coraggio – ma voglio circondarmi solo di persone sorridenti e serene e, per loro, sono capace di far tutto pur di avere in cambio la felicità (loro). In questo periodo, poi, diventa più semplice con le scenografie cittadine.

Domani è natale, ma il lettore arrivato fin qui che si aspettava gli auguri rimarrà deluso: non so il senso delle frasi già fatte, né dei modi di dire; voglio invitare alla felicità, ma non solo oggi; allora anche per me quest’occasione è stata un pretesto per sentire la vostra gioia, se c’è, e raccontarvi la mia che, quando c’è, è facilmente riassumibile con un pensiero distante che io chiamo Vita. (E traduco il resto con il silenzio…)

Pensiero 1551

Mercoledì, Dicembre 17th, 2008

Claustrofobia Passo tutti i miei giorni a lamentare la mancanza di affetto, di legami stretti capaci di sostenere quello, piuttosto debole, tra me e me stesso. E quando lo trovo sono io a decidere di non volerlo forse per paura oppure perché credo di non meritarlo: è così che so fare solo del male, soffrendo di conseguenza anch’io, alle persone a cui tento di voler bene.

Pensiero 1341

Mercoledì, Novembre 5th, 2008

ClaustrofobiaSenza di te un po’ mi manco.

So quanto strana può suonare la frase appena scritta, ma non è una frase: è un pensiero e io ci credo. Razionalmente riesco a spiegare molte cose come come una goccia d’acqua perché cade, come il sole dal mio mare sorge perché prima di far buio passa a salutarla, come il vento soffia perché le vele a volte vogliono gonfiarsi; ma qualcosa manca e non mi spiego.

After lunch

Mercoledì, Ottobre 22nd, 2008


After lunch, originally uploaded by hummyhummy.

E i pensieri…

Pensiero 1752

Giovedì, Ottobre 9th, 2008

ClaustrofobiaLa chiave della felicità è l’asocialità. Le interazioni umane non fanno altro che aumentare il numero delle variabili in gioco rendendo spesso impossibile il raggiungimento del giusto stato di benessere.

Offside

Venerdì, Settembre 26th, 2008


Offside, originally uploaded by hummyhummy (indivisibile).

«Io qui non ci sto bene.»

Pezzi di [anima?!]

Martedì, Settembre 16th, 2008


Pezzi di, originally uploaded by hummyhummy (dov’è l’anima?).

Cronaca Flickr. Con esperti nel campo della fotografia — che non coincidono con coloro che ricevono più commenti alle foto — stiamo valutando [perché usi il plurale?] la possibilità che la mia vocazione è dareunanimaaglioggetti, una specie di missionario della plastica o religioso IKEA. Prendo atto del fatto che devo fare ancora pratica nella fotografia di persone, soggetti animati, più o meno animali, anche se qualcuno sospetta che finora siano stati i soggetti ad essere inadatti (e mi fido solo un po’).

Foto di gruppo e l’asociale

Sabato, Settembre 6th, 2008


Foto di gruppo e l’asociale, originally uploaded by hummyhummy (cerca modelle per foto con semi-dee).

Impressioni e stati d’animo attraverso una folla. È settembre e fa ancora caldo: questa temperatura non ne vuole sapere di scendere e io non la sopporto più; ancora due minuti e mi soffoca. Necessito di un diversivo.