Ricomincio a far foto

Corsa tra i campi. SecondaIl sette ottobre sembra un’appendice d’estate oggi. Il sole già alto alle undici sbiadisce i contorni delle montagne lontane e sui fili d’erba, sui campi ingialliti, nelle nuvole di foglie appese agli alberi i rumori sono quelli della stagione calda; anche la temperatura non mente, ma quando, percorrendo la stradina asfaltata, stretta, verso la salita, in curva, si raggiunge il dorso della collina ecco allora che un vento leggero soffia accarezzando prima la pelle e poi i capelli. «Si sta bene», ripeto alla mia ombra che si accorcia a poco a poco e scompare quando a sinistra incontra dei cespugli alti.

Sono uscito a far foto, io: la mia ombra tiene in braccio una Kiev 88 – prestito di un signore gentilissimo che abita poco distante da casa mia – dove ho montato il 150mm (si sente il peso); nel magazzino c’è una diapositiva Agfa scaduta da sei anni a bassissima sensibilità. Nella borsa a tracolla tengo la compatta digitale, che uso come esposimetro, e una LOMO LC-A con un Sensia 100 tirato a ISO 400 da sviluppare in C41, un rullino messo per lo scorso weekend tra Bologna e Rovereto. Ho tutto: non porto la Pentax perché – non l’ho detto sopra – la luce non è buona, ma piuttosto piatta, quindi dubito di fotografare paesaggi secondo i canoni tecnici, chiudendo il diaframma quanto mi permette la pellicola da ISO 800 che la reflex monta. È già mezz’ora che cammino quando penso a tutto questo.

Di recente mi è tornata la voglia di far foto. Cerco di chi è la colpa ma non sto troppo a sbatterci la testa: penso piuttosto che sia stata una necessità dopo aver fatto l’esame, dopo il viaggio a Rovereto e la tappa di Bologna. Tutte le macchine analogiche a casa sono state rifornite di pellicole e scattare è diventato un istinto poco volontario, più sentito. Prima al Mart e poi alla stazione di Bologna ho trovato stimoli per qualche clic! e sono stato contento: conosco la sensazione del «non vedo l’ora di sviluppare». È quel momento in cui non mi curo dei giudizi altrui sulle mie immagini (da sviluppare) e so cosa significano per me: ho ritratto emozioni ed è proprio vero che io sono difficile e incomprensibile – perché farsi problemi se le fotografie non vengono capite?, comprendete forse me? o volete una realtà semplice ? (Chiamala bugia.) C’è un vizio e io scatto fotografie sui campi di battaglia e sui sottopassi coi murales!

Stamattina sono uscito con lo stesso stimolo. Avevo intenzione di finire la pellicola nella Kiev ma ho scoperto che riesco a farci tredici scatti e per strada ho trovato solo l’undicesimo e il dodicesimo. Aprendo il pozzetto è scappato un piccione in posa in mezzo a un campo e per le farfalle non avevo un’ottica da fuoco vicino. Sono felice. Tornando a casa ho pensato di nuovo alle macchine da riparare e alla compatta da far vedere: per la Coolpix c’è la garanzia Nikon, ma per la LOMO e la Yashica dovrò trovare un fotoriparatore non troppo caro. Quando manderò in assistenza la Nikon rimarrò senza macchine digitali per un po’ di tempo: tu ci hai mai pensato?

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2 Responses to “Ricomincio a far foto”

  1. girlinmac Says:

    Non ti leggo da molto tempo, ma sei sempre tu… un mistico parolaio magico. Le tue foto non vengono capite e nemmeno tu? Bè, sarà per questo che le forme di arte che ti appartengono ti “vengono” così bene.
    Non mi scordo di te e tu non ti scordare di me, sgridami ogni tanto se senti la mia mancanza.. :-)

  2. Gilberto Says:

    Mistico? Che bello rivedere la tua presenza tra i miei discorsi: chissà quando ritornerai qui e io, ora, dopo un esame, ho voglia di nuovo di scrivere.

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