Diario di un killer sentimentale

More about Diario di un killer sentimentaleUn diario è l’unico confidente di un killer che nella vita, per via della professione, non può permettersi né relazioni, né la conoscenza dei nomi o delle storie: essere un’ombra laterale delle città, compiere un lavoro pulito come richiesto, sparire; sono essenziali ed esatti gli imperativi del mestiere.

È nell’ultimo incarico che qualcosa sembra esser cambiato; sorgono domande che mai, nelle occasioni precedenti, il killer aveva rischiato di porsi: chi è l’uomo da uccidere che vale una cifra con sei zeri?, perché sono interessati a lui anche due agenti della D.E.A. che sorvegliano la sua stanza?

A complicare la storia c’è la fine di una relazione, una questione d’amore. “Ero un killer, e i professionisti non mischiano mai il lavoro con i sentimenti”, suggerisce Sepulveda al protagonista mentre con paragrafi intermittenti alterna l’immagine di lei, francese affascinante, con quella dell’uomo nella foto, l’incarico. In questo scontro nasce e matura l’interesse del sicario verso la sua prossima vittima come se le risposte alle proprie domande fossero un palliativo per il proprio dolore interiore e ritornare alla professione una questione di saviezza.

Diario di un killer sentimentale è un romanzo breve; la narrazione veloce invita alla lettura tutta d’un fiato, senza attese. La trama, semplice e poco articolata, poteva essere ampliata: così il libro lascia un po’ di vuoto e sin dalle prime pagine si è capaci di intuire il finale. È un racconto simpatico, buono per allietare qualche ora, da raccontare: la storia di un killer alle prese con un mestiere poco comune e con le pene d’amore, piaga di ogni essere umano emozionabile.

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