Una settimana e il silenzio non ha più voce

Gilberto Taccari's Facebook PageDomenica scorsa, 7 giugno 2009, finiva la mia “attività libera” su Facebook. Esattamente una settimana fa mi veniva tolta la possibilità di lasciare commenti ad ogni elemento pubblicato nelle bacheche dei contatti e nella mia: il malfunzionamento era prima educatamente taciuto con un messaggio “Please try again later”; ora, invece, appare una cornice con dentro le spiegazioni del blocco che io, buongustaio, lascio in inglese per far sì che non si perda nessun minimo significato nella traduzione verso l’italiano.

Gilberto Taccari è diventato un account a “senso unico”: posso solo pubblicare i contenuti, ma sono privato dei commenti per interagire coi miei contatti; funzionano la chat e la messaggistica interna del sito, ma per quanto tempo ancora non lo so. Il motivo del blocco è spiegato con un presunto abuso delle funzionalità di FB – in questo caso quella di poter commentare i post – anche se io non mi sono accorto e non sono stato avvertito di una soglia di uso massimo del servizio. Domenica, poi, cosa ho fatto di illecito? Ricordo che ho scritto molti commenti, questo sì: era nella segnalazione di un gruppo del tipo “Italiani si nasce, non si diventa”, la foto allegata mostrava un politico italiano di nome Benito Mussolini; avevo commentato l’adesione di un mio contatto e subito, a molla, mi si erano gettati contro gli amanti della patria e i nostalgici della cara e amichevole dittatura fascista. In realtà sono stato molto educato, ma loro mi hanno fatto capire che sono uno sputo, un italiano nato sbagliato: pazienza, dio o il duce erano distratti, ahimé! Dovevo star zitto.

Ora eccomi qua e scrivo poco. Il mio silenzio non ha più voce e l’etichetta Like con il pollice alzato funziona meno di un codice Morse quindi tanto vale starsene lì buoni e attendere che “blocks can last anywhere from a few hours to a few day.” Sono incastrato da un sistema informatico e mi chiedo pure se è salubre cambiare ancora status, pubblicare foto e fare queste-cose-qua; FB aggiunge “Unfortunately, we cannot lift the block for you.” Qualche giorno fa ho sistemato la pagina fan creata qualche tempo fa da Tania (che non mi caga più) per una scommessa e ho invitato nella maniera meno invasiva possibile i miei contatti a iscriversi lì in modo da mantenersi in contatto con me quando deciderò di cancellare l’account e tentarne uno nuovo per rimuovere il blocco da me. Stasera non scrivo in bacheca.

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11 Responses to “Una settimana e il silenzio non ha più voce”

  1. Emanuela Says:

    !!
    Ma come? Il mio commento doveva essere qui! E’ finito sul post precedente….. Boh!

  2. Gilberto Says:

    @Emanuela Penso che ti sei sbagliata tu: copia/incollalo qui che cancellerò l’altro sull’altro post. p.s Devo anche aggiungere la risposta, tra l’altro; quindi spostalo e nel pomeriggio commenterò io!

  3. Emanuela Says:

    E per noi, tuoi contatti, FB è strano senza i tuoi commenti.
    Ricordo che inizialmente mi stupiva un po’ il tuo commentare i miei status: al tempo eri uno dei pochi a farlo (da me), e pure io commentavo poco. Da te quasi mai quando ci siamo “conosciuti” perchè boh, mi sentivo “inopportuna” o avevo la sensazione di “invadere”, ecco (infondo eri uno dei pochi miei contatti che non conosco personalmente).
    Mi hai fatto scoprire un nuovo uso di questo strumento comunicativo, migliore di quello che ne facevo io. Appena creato l’account lo usavo un po’ come tutti: test del caz*o, giochini stupidi, passa-tempi…la cosa più seria era il fatto di riallacciare rapporti con persone perse di vista e “scoprire” eventi interessanti, e diffonderli.
    Poi, “ho preso coraggio” e ho cominciato a dire la mia, e ora se non commento gli status di Gilberto, non sto bene! :-)
    Però è brutto non aver risposte, anche la mia è una comunicazione a senso unico, ed è triste. Continuo a farlo non per abitudine, ma per farti sentire anche la mia presenza: è l’unico modo che ho per farlo, virtualmente.
    Spero che FB ti tolga il nastro alla bocca: hai tanto da dire.

    PS. volevo dire qualcosa anche riguardo a quel gruppo - forse causa del tuo eccesso di commenti - ma credo non meriti nemmeno un secondo del mio tempo.

  4. leot Says:

    è triste Gilberto ed ormai è da una settimana che gli amministratori di Facebook ti hanno reso un manichino S&M con un paio di strati di nastro isolante nero in bocca (limitando ogni tuo gesto verso gli altri ad un «Mi piace», al massimo…)

    spero che tolgano presto questo nastro anche perché sembra che non c’è nessun modo per avvisare lo staff di Facebook.

    mi piace il commento di Emanuela e da una parte mi fa rabbia che c’è un sacco di gente che utilizza Facebook soltanto per iscriversi ai gruppi “Quelli che amano il caciocavallo” o i fan dei “Mostri sotto al letto” o di quegli stupidi gruppi patriottici.

    boh… Gilberto, buona fortuna… speriamo che ti ridanno il diritto di parola presto. :-)

  5. Gilberto Says:

    @Emanuela Sembrano i sintomi di una dipendenza e non va bene. Rigirando la questione, modellandola, si può pensare che sono ancora vivo (ed è vero), ma non parlo mai: FB dice che è una cosa passeggera e io mi fido, io ci spero. Non ricordo neanche più come si commenta, non so se faccio bene a mettere le foto online perché, chissà?, potrebbero essere considerate operazioni che violano l’uso standard del sito. Grrr!

  6. Gilberto Says:

    @Leonardo Quasi che creo una causa per ridarmi la voce: proprio in stile FB! Ho scoperto che probabilmente non sono stati gli amministratori del sito a bloccarmi, ma gli algoritmi dello stesso quindi ho deciso di ragionare attraverso un reverse engineering con una black-box davanti e senza dinamite.

  7. Emanuela Says:

    Oh no no: non sembra! E’ una dipendenza ormai!
    E se capitasse a me che mi tappano la bocca sai che panico!

    Magari Gilberto potresti anche tu cominciare ad iscriverti a tutti i gruppi possibili, fare quei test in cui scoprirai per cosa finirai in galera, cosa ti aspetta nell’estate 2009, e cosa cela la tua data di nascita.. Diventa fan di tutto e di più…
    Così forse rientri nell’uso comune di Facebook e magari ti strappano il cerotto!

  8. Gilberto Says:

    @Emanuela Non ci tengo ad uniformarmi.

  9. tata Says:

    Quel giorno hai litigato con me…che non sono iscritta a nessun gruppo….mi sono andata a rileggere ciò che ci siamo detti….e credo che oltre a dire che non ti piace essere italiano ..che l’italia non ti piace e deridere chi invece crede ancora in questo paese e cerca di farlo risalire tu preferivi andartene…..

    Non prendertela con chi non centra niente ,ma impara a vivere anche in italia perchè le ingiustizie ci sono in ogni Stato …ma se tutti scappiamo e nessuno si ferma a combattere che fine faremo?
    Martina Lazzari

  10. Gilberto Says:

    @tata Tu oramai leggi quello che ti pare: io ho solo condannato il messaggio puramente nazionalista del gruppo e ho detto che non è che bisogna offrire tutto questo orgoglio per la patria – che parola – perché non c’è nulla di cui vantarsi della attuale situazione politica e sociale. Io cerco il benessere e se non lo trovo qua è certo che me ne andrò, via, via ancora: è vero che ci sono nazioni in cui si vive peggio, allo stesso modo, ma ne esistono altre in cui si sta meglio, in cui ci si avvicina di più al sogno di benessere. Qua, poi, la gente vuole vivere così, qua non si combatte e non so neanche cosa vuol dire: tu che fai?

  11. tata Says:

    Io combatto e rimango (forse sono una piccola illusa ma preferisco così)

    Ormai con te si interpreta sempre male, non hai più altre giustificazioni e dici sempre la stessa cosa…..bè meno male che quel giorno eravamo in due a capire male le tue parole.

    Buon viaggio e che Dio ti mandi uno stato migliore di quello in cui sei nato.

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