Sui bordi del tavolino

Seguo con la coda dell’occhio
rotolare giù verso i bordi tappi
e precipitare dal tavolino zoppo.
Su, un manipolo di bottiglie
allineate per errore in guerra
vivono una trincea bicolore
e attendo il mio turno, ebbro,
finché il quel riflesso nel vetro
non si dissolverà.
Sposto con la mano un sogno.
lo stolto avrebbe detto, scarso:
«Sei folle, ragazzo (vecchio).»
È un incubo e il baro perde:
precipito un bicchiere a terra,
ne sento l’urto, uno schiaffo,
stavolta incolore; l’ho fatto:
c’è un cadavere sul pavimento.
Rotolo sui bordi del tavolino:
è uno strano presentimento,
ma sono vivo (come non mai).
Mi guardo cadere/risuscitare
e tutto è uguale, ma vinco io…

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5 Responses to “Sui bordi del tavolino”

  1. Emanuela Says:

    Mi riporta a quella partita a carte…a quel bambino che non sa mescolarle…
    Ma questo è un bambino cresciuto.

  2. Gilberto Says:

    @Emanuela Un soldato bambino?!

  3. Emanuela Says:

    ..Mah…No, non un soldato.
    (…ehmmm…dici che non c’ho capito niente?!)
    :D

  4. Gilberto Says:

    @Emanuela Hai capito l’autore!

  5. Emanuela Says:

    Naaaa. Fosse così semplice capirlo, l’autore!
    ;-)

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