Sui bordi del tavolino
Seguo con la coda dell’occhio
rotolare giù verso i bordi tappi
e precipitare dal tavolino zoppo.
Su, un manipolo di bottiglie
allineate per errore in guerra
vivono una trincea bicolore
e attendo il mio turno, ebbro,
finché il quel riflesso nel vetro
non si dissolverà.
Sposto con la mano un sogno.
lo stolto avrebbe detto, scarso:
«Sei folle, ragazzo (vecchio).»
È un incubo e il baro perde:
precipito un bicchiere a terra,
ne sento l’urto, uno schiaffo,
stavolta incolore; l’ho fatto:
c’è un cadavere sul pavimento.
Rotolo sui bordi del tavolino:
è uno strano presentimento,
ma sono vivo (come non mai).
Mi guardo cadere/risuscitare
e tutto è uguale, ma vinco io…
Maggio 26th, 2009 at 23:08
Mi riporta a quella partita a carte…a quel bambino che non sa mescolarle…
Ma questo è un bambino cresciuto.
Maggio 26th, 2009 at 23:11
@Emanuela Un soldato bambino?!
Maggio 26th, 2009 at 23:15
..Mah…No, non un soldato.

(…ehmmm…dici che non c’ho capito niente?!)
Maggio 26th, 2009 at 23:18
@Emanuela Hai capito l’autore!
Maggio 27th, 2009 at 18:37
Naaaa. Fosse così semplice capirlo, l’autore!
