Gli occhi grandi di Ginevra; la sua voce
Il primo maggio di Grottammare è una tiepida sera nel Parco delle Rimembranze, sorvegliata da un cielo fermo allo stop che sembra aver dimenticato i recenti mutamenti meteorologici e in silenzio attende.
Si accendono gli applausi, seguono le luci: Ginevra Di Marco e il suo gruppo salgono sul palco e un caldo «ciao» è soltanto il prologo della musica che verrà.
Il concerto inizia ed è subito capace di gentili rapimenti: dondolanti prime file cercano di seguire le onde sonore con lo stesso tempo e non è il vento. Con brani come Rumelaj o Saranta Palikaria si fondono anime con emozioni: è un incidente; meglio, è un abbraccio, un dolce scontro.
Sono atmosfere particolari quelle che da tempo caratterizzano la musica del gruppo, anche nel suo ultimo disco Donna Ginevra. Controcorrente con il bisogno maniacale di novità, Ginevra dona lo stupore della scoperta reinterpretando brani sepolti nella storia della musica popolare, racconti di vita, canti delle genti e umori. C’è una forte carica che viene amplificata e dal palco annulla ogni distanza di spazio o tempo.
Nessun suono è a caso, ma c’è un esatto percorso che culmina verso un’esplosione di emozioni: il finale; gli occhi grandi di Ginevra; la sua voce e in fronte a lei un pubblico sedotto e danzante.
Link
Ginevra Di Marco
Ginevra Di Marco, Grottammare (album su Facebook con le foto del concerto)
Ginevra Di Marco, Parco delle Rimembranze (pagina dell’evento su last.fm)
Tags: concerto, ginevra di marco, grottammare, recensione
Maggio 4th, 2009 at 23:00
Pensavo fosse più lungo, pensavo avresti scritto di più.
Forse ti ha emozionato talmente da toglierti le parole. Mi piace pensare che quella sera sei andato a letto felice.
Maggio 5th, 2009 at 09:04
@Emanuela L’intenzione era di scrivere di più, ma il rischio sarebbe stato rendere troppo personale quest’articolo.