Post-aprile
A vicenda toglievamo i capelli che cadevano dalle nostre teste sulla cattedra, quasi annoiati, frustrati di sicuro: il mio era stress, una moda per questi tempi; di te ben poco sapevo, se non la faccia, l’aspetto fisico e i mille perché ignorati nei tuoi occhi dietro gli ovali delle lenti. Mi hai chiesto perché studiamo queste cose e io ho saputo risponderti: non mi hai lasciato proseguire, io mi sono fermato perché sarei andato fuori tema; siamo distratti, noi, e abbiamo bisogno di regole e valutazioni, analitiche o sentenziate dal pensiero collettivo. Solo uscendo da quell’aula (senza finestre) mi sono accorto che c’era ancora il sole, che – dio! – il mare blu scriveva una linea così nitida sul suo confine con il cielo; era il tramonto.
Ho concluso aprile pensando al passato appena un poco. È inevitabile in ogni momento cercare le certezze negli accadimenti trascorsi, conclusi o per gioco neanche iniziati: eppure ci son stati ed è questa l’unica verità. Più mi allontano nel tempo andato più, come in uno specchio, a velocità doppia, il mio sguardo a propulsione si dirige in direzione opposta: speranze, sogni, progetti; ho un futuro di plastilina modellabile e poche dita per plasmarlo. È solo un’impressione. A cavallo tra aprile e maggio sono sul muro che divide una città in due. Che differenza fa scegliere da quale parte volgere la testa? Si vedrà solo una metà. Abbassate tutte le vostre bandiere perché, come al solito, decido da me: le trame del passato, collezionando pieghe, macchie e bruciature, sono fili slegati da quest’altro lato che io cucirò; stenderò un telo sulla storia da tessere e riparerò gli oroscopi con ago e filo proprio lì dove le lune storte lo hanno lacerato.
Stamattina Netsons, provider che sta offrendo lo spazio gratuito per questo blog, ha deciso di inserire un banner pubblicitario: sapevo che prima o poi sarebbe accaduto e non sono contrario. Ciò che mi spiace – quasi mi infastidisce – è la modalità con cui viene visualizzato: contatterò il team di Netsons per cercare un compromesso buono per entrambi; sono disposto anche a mostrare nella parte alta della pagina la loro pubblicità pur di evitare che un banner vada a sovrapporsi ai contenuti del sito. Questo, pure, è prendersi cura del blog!
Post-aprile, oggi inizio maggio. Sembra una scadenza questa data e qui c’è il sole, buon segno, così capisco bene la differenza tra ieri e oggi, preludio di domani. Affilo i buoni propositi e faccio numeri di telefono inesistenti (per chiamarti); voglio uscire con una persona, ma forse è prematuro; ci sono esami da preparare e la primavera, l’estate da esorcizzare; ripiego le mappe stradali delle tue stelle militari: conosco la strada, ci sarò, quando tu vorrai.
Maggio 1st, 2009 at 17:51
Hey, vedo ottimismo in questo post!
E mi piace.
Credo che per ognuno di noi ci sia qualcosa nelle nostre vite che renda più accettabile tutto quello che è successo, che lo fa apparire come un quadro immortalato di cui tratteniamo nel cuore il ricordo.
Appenderlo alla parete, e riuscire a guardarlo sorridendo è la cosa da fare.
Cercare i profumi nuovi nell’aria, che sanno di dolce e che fanno star bene.
Bisogna farlo!
E se il cielo ha un colore nuovo e difficile da interpretare stasera, bisogna lasciare che il tempo chiarisca gli odori e i colori.
Maggio 1st, 2009 at 19:35
@Emanuela Ottimismo?! Se tu lo leggi tra queste righe io ne son felice perché forse gli altri se ne accorgono prima di me; hanno la capacità di intuirmi, nei buoni propositi, nelle belle speranze. Io son miope! Domani… Domani… Cosa mi insegnerà il domani?
Maggio 1st, 2009 at 19:47
Sì: ci vedo ottimismo!
Il domani è da vivere, il domani è da amare.
Maggio 2nd, 2009 at 01:26
Devo dirtelo ancora una volta, perchè è giusto. Hai un grande talento e ti prego di coltivarlo, perchè scrivi in modo prezioso. Mi chiedo spesso se pensi tanto prima di buttare giù le parole oppure se ti escono, così.
Scrivi. Scrivi. E ancora scrivi.
Detto questo, un augurio: goditi il mese di maggio e la sua mitezza prima dell’estate che non sopporti ;D
Vale (compulsiva)
Maggio 2nd, 2009 at 09:33
@Emanuela E oggi che è il domani di ieri?
@Vale (compulsiva) Per questo post non ho fatto nessuna brutta copia per pigrizia ma ho scritto e riletto una sola volta ogni paragrafo appena scritto: in questo caso le parole son venute così. Ti ringrazio quindi per l’augurio sperando di far pace quest’anno con quei mesi troppo caldi.
Maggio 2nd, 2009 at 10:38
Anche per oggi c’è un domani, e anche per domani ci sarà un altro domani.
E tutti i domani son così: da vivere, da amare, da scrivere.
P.S. Concordo con Vale sul tuo modo di scrivere.
E se il domani è da scrivere dovremo (tutti) imparare a farlo, “così”, come viene. Senza brutte copie, senza rimurginare troppo, senza tirare brutte righe sopra la parole già scritte ché tanto sotto si legge lo stesso. Meglio fare un punto. Andare a capo. Lo spazio bianco è tanto.
Maggio 2nd, 2009 at 10:59
Scrivete voi così vi leggo. Sicuramente sarete meno monotone di me.
Oggi provo a scrivere la recensione del concerto di Ginevra Di Marco anche se sarà difficilissimo: conoscere finalmente di persona Ginevra e Francesco è stata un’emozione forte, davvero forte per la bellezza, bellezza ch’è voce e musica.