Non scopo
Conosco a memoria ogni centimetro quadrato della stanza dove cammino quando ripeto il copione dell’esame che sto preparando. Un passo, un salto, una frase, una bestemmia – come si è soliti fare, in tono esclamativo. Ogni dieci secondi passo dalla finestra alla porta, poi indietro: provo spostamenti laterali, a tratti più anarchici e obliqui. Gilberto non scopa e la polvere si accumula, si riproduce: ogni notte, seguita dal risveglio, racconta un’orgia da ripulire quanto prima.
Vivo sotto esame e rimando ogni appuntamento. Passo una percentuale medio-bassa di tempo su internet ad aggiornare i social network e a far finta di non essere antisociale – ma che ne sai tu della mia real life? Intanto ho smesso di scrivere il libro che in realtà erano solo bozze: prendo appunti frugali sul moleskine e dico ai miei contatti web di scriversi le frasi buone per ripropormele a impegni conclusi. Se non dovessi uscire smetterei pure di lavarmi, di profumare più o meno, fino al giorno dell’esame; quello è l’appuntamento: sarò perfetto con gli errori ortografici del mio aspetto fisico e quelli, più gravi, del modo di pensare.
Non scopo e la polvere si accumula su ogni superficie, viene mossa dal vento, dagli sbuffi matita in bocca, e cade sul pavimento. Solo penne, evidenziatori, macchina fotografica, appunti, fotocopie rimangono puliti e si consumano in fretta. Penso che, ad una certa ora, sia il momento di andare a dormire: buonanotte.
Aprile 1st, 2009 at 12:45
Per quando gli impegni di studio saranno conclusi, ricordati questa: “macchine meccaniche animali”.
La pulizia della stanza può essere rimandata. (si deve rimandare, a volte).
Buona concentrazione, buono studio.
Emanuela
Aprile 1st, 2009 at 21:02
Uff! Che fatica.