Pensieri sconnessi ad Ancona. Le Luci della Centrale Elettrica

Vasco Brondi, Le Luci della Centrale ElettricaVasco Borndi, accompagnato da Giorgio Canali, è l’ospite del secondo appuntamento della rassegna musicale Controcanto 2009 giunta alla terza edizione e promossa dalla Provincia di Ancona in collaborazione con l’Arci di Ancona. 21 febbraio 2009. Le Luci della Centrale Elettrica si accendono a Lascensore club.

Il locale, piuttosto piccolo, sembra il luogo ideale per il giovane cantautore ferrarese: dopo aver riempito teatri, mosso masse di ammiratori e fan (femminili) smaniose delle parole sconnesse dei suoi testi, è in questi luoghi stretti che ritrova l’intimità necessaria per esprimere la maggior parte di sé. Calato il sipario di “cerimonie” formali, rimangono gli amici – per distratta approssimazione – che allungando le mani potrebbero afferrare la chitarra, quella con la firma, ma non lo fanno: il momento è sacro.

Canzoni da spiaggia deturpata, il disco vincitore del Premio Tenco come Migliore Opera Prima 2008 è interpretato sul piccolo palco del locale, minuscolo ma non importa: c’è spazio per Vasco, Giorgio e le chitarre in piedi, in attesa. Dopo la prima vibrazione di corda il clima assume quel profumo familiare tipico delle gite scolastiche alle fabbriche abbandonate o delle conversazioni sui muretti che delimitano i campi minati. La gente ride, canta fino a finire la voce dopo averla sovrapposta a quella principale e amplificata, si agita. Vasco dice: «La cosa più sperimentale che faccio è cambiare le corde della chitarra» e davanti a lui sembra non abbiano capito (forse ascoltato): la realtà è che sono rapiti da quel modo di scrivere parole e coinvolgere la musica per raccontarle. Si ricomincia a suonare; Giorgio severo accompagna e violenta le corde come un graffio d’amore.

È un concerto rapido, tutto-d’un-fiato, dove non si concedono pause neanche per bere; come per un duello all’ultimo sangue l’epilogo si ha solo quando uno dei due muore, ma in questo caso è difficile stabilire lo sconfitto: rimane quella sete di pensieri, quei ragionamenti partoriti passeggiando intorno ai bordi della centrale elettrica.

Album fotografico su Facebook: Le luci della centrale elettrica, Ancona.

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