Risveglio

CaffèCaffè. Senza zucchero, amaro impossibile, caffè nero e tiepido, dalla tazza alla bocca, la gola, l’anima, giù. Sono occorsi due sorsi per finire la dose quotidiana di caffeina e acqua calda: il primo è servito per avere la consapevolezza della colazione, il secondo per esorcizzare una giornata per niente speciale. La tazzina è grande, più capiente di quelle per caffè, e c’è spazio, oddio quanto.

7.20. La sveglia suona sempre puntuale e spesso la si lascia cantare qualche secondo in più, così, per odiare quel momento, per deprimersi con un chicchirichì polifonico e antipatico: è un motivetto da suoneria telefonica e neanche dei migliori, di quelli che butteresti il telefono dalla finestra o te stesso in un immancabile istinto suicida. La serranda abbassata impedisce di spiccare il volo dal secondo piano. Fuori la luce assume le tonalità rosa-arancione di un mattino ancora non svezzato dal seno della luna: i colori alterati sono quelli di un muro di mattoni, di un cielo opaco, dello scheletro metallico di una gru, del serial killer invisibile che di sotto affila i proiettili e fuma ininterrottamente il suo tabacco peggiore.

Il risveglio è un insulto. La gratitudine per una giornata appena iniziata la si cancella con i peggiori propositi, le cattive conclusioni possibili di una trama iniziata alle sette e venti. È stupore, è dolore. Dove sono i sogni nel cassetto risparmiati stanotte mentre si dormiva? Qua è tutto piatto, il caffè inizia a bruciare, qualcuno è già in piedi: un martedì come troppi altri.

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4 Responses to “Risveglio”

  1. Anonimo Says:

    Alla fine da queste tue parole si evincono tante cose: il tuo malessere,il tuo pessimismo,la tua apatia,eppure riesce a rendere concetti semplici,così intensi..Mi ricordi un pò leopardi sai? :P
    Non te la prendere,c’è tanto di diverso tra di voi.Leggerei queste poche righe per ore,ma solo se potessi immaginarti sorridere..

    baci

    Simy

  2. Gilberto Says:

    @Simy Leopardi? E chi ricorda come si sorride?

  3. Anonimo Says:

    Leggo spesso il tuo blog. E ogni volta, quando arrivo all’ultima parola non posso fare a meno di pensare. E di farmi delle domande.
    Se questa insofferenza è dentro i tuoi cromosomi, appiccicata come una mosca al miele o se nasce da qualcos’altro.
    Quando scrivi hai la capacità di suscitare curiosità verso quello è nascosto tra il semplice susseguirsi di lettere, parole e frasi. L’apatia verso un mondo che sembra troppo stretto per te è cronica?
    Mi piace pensare che non sia così. Per nessuno. Perchè non mi piace pensare che non sia possibile ricordarsi come sorridere. Come spegnere la sveglia delle 7 e 20, fregarsene e dormire fino a mezzogiorno. E rendere speciale quel matedì alzandosi con il sole già troppo alto.

    Ps: Sono finite le foto del rullino scaduto? ^^

    Valentina (compulsiva)

  4. Gilberto Says:

    @Valentina Non sono così negativo: già il fatto di aver scritto quel post sul blog mi ha reso felice. Il gilberto troppo triste è un personaggio, il gilberto che chiede affetto è una realtà, ma non drammatica. Voglio sorridere, ma so pure che i sorrisi belli son rari (e non è una cosa negativa). I miei sorrisi han valore inestimabile. E se ti dicessi che mi ha fatto piacere la tua presenza qui e ho sorriso?

    p.s I rullini scaduti son finiti. Su Flickr ho messo le foto che ne valeva la pena, che le sento ben fatte: le altre le ho scansionate (da pellicola) e le tengo a casa; la pellicola sviluppata invece l’ho riposta dentro il suo barattolino di plastica (nel caso del rullino formato 135) e ci ho messo un’etichetta: LOMO LC-A, Kodak Gold 100 scaduto… eccetera! I set: Traveller, toy camera e LOMO LC-A.

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