Risveglio
Caffè. Senza zucchero, amaro impossibile, caffè nero e tiepido, dalla tazza alla bocca, la gola, l’anima, giù. Sono occorsi due sorsi per finire la dose quotidiana di caffeina e acqua calda: il primo è servito per avere la consapevolezza della colazione, il secondo per esorcizzare una giornata per niente speciale. La tazzina è grande, più capiente di quelle per caffè, e c’è spazio, oddio quanto.
7.20. La sveglia suona sempre puntuale e spesso la si lascia cantare qualche secondo in più, così, per odiare quel momento, per deprimersi con un chicchirichì polifonico e antipatico: è un motivetto da suoneria telefonica e neanche dei migliori, di quelli che butteresti il telefono dalla finestra o te stesso in un immancabile istinto suicida. La serranda abbassata impedisce di spiccare il volo dal secondo piano. Fuori la luce assume le tonalità rosa-arancione di un mattino ancora non svezzato dal seno della luna: i colori alterati sono quelli di un muro di mattoni, di un cielo opaco, dello scheletro metallico di una gru, del serial killer invisibile che di sotto affila i proiettili e fuma ininterrottamente il suo tabacco peggiore.
Il risveglio è un insulto. La gratitudine per una giornata appena iniziata la si cancella con i peggiori propositi, le cattive conclusioni possibili di una trama iniziata alle sette e venti. È stupore, è dolore. Dove sono i sogni nel cassetto risparmiati stanotte mentre si dormiva? Qua è tutto piatto, il caffè inizia a bruciare, qualcuno è già in piedi: un martedì come troppi altri.
Ottobre 21st, 2008 at 17:45
Alla fine da queste tue parole si evincono tante cose: il tuo malessere,il tuo pessimismo,la tua apatia,eppure riesce a rendere concetti semplici,così intensi..Mi ricordi un pò leopardi sai?
Non te la prendere,c’è tanto di diverso tra di voi.Leggerei queste poche righe per ore,ma solo se potessi immaginarti sorridere..
baci
Simy
Ottobre 21st, 2008 at 19:12
@Simy Leopardi? E chi ricorda come si sorride?
Ottobre 22nd, 2008 at 11:18
Leggo spesso il tuo blog. E ogni volta, quando arrivo all’ultima parola non posso fare a meno di pensare. E di farmi delle domande.
Se questa insofferenza è dentro i tuoi cromosomi, appiccicata come una mosca al miele o se nasce da qualcos’altro.
Quando scrivi hai la capacità di suscitare curiosità verso quello è nascosto tra il semplice susseguirsi di lettere, parole e frasi. L’apatia verso un mondo che sembra troppo stretto per te è cronica?
Mi piace pensare che non sia così. Per nessuno. Perchè non mi piace pensare che non sia possibile ricordarsi come sorridere. Come spegnere la sveglia delle 7 e 20, fregarsene e dormire fino a mezzogiorno. E rendere speciale quel matedì alzandosi con il sole già troppo alto.
Ps: Sono finite le foto del rullino scaduto? ^^
Valentina (compulsiva)
Ottobre 22nd, 2008 at 12:02
@Valentina Non sono così negativo: già il fatto di aver scritto quel post sul blog mi ha reso felice. Il gilberto troppo triste è un personaggio, il gilberto che chiede affetto è una realtà, ma non drammatica. Voglio sorridere, ma so pure che i sorrisi belli son rari (e non è una cosa negativa). I miei sorrisi han valore inestimabile. E se ti dicessi che mi ha fatto piacere la tua presenza qui e ho sorriso?
p.s I rullini scaduti son finiti. Su Flickr ho messo le foto che ne valeva la pena, che le sento ben fatte: le altre le ho scansionate (da pellicola) e le tengo a casa; la pellicola sviluppata invece l’ho riposta dentro il suo barattolino di plastica (nel caso del rullino formato 135) e ci ho messo un’etichetta: LOMO LC-A, Kodak Gold 100 scaduto… eccetera! I set: Traveller, toy camera e LOMO LC-A.